Rumore Rosa Fest: dal suono al suono.
La musica non è solo rumore organizzato, ma anche ribellione, ricerca, memoria e utopia. Rumore Rosa: dal suono al suono è un festival che celebra il suono come veicolo di consapevolezza sociale e politica, seguendo la scia culturale, morale e politica dalle cinque figure guida scelti per la prima edizione del festival: Claudio Lolli, Area – Demetrio Stratos, Stormy Six, Luigi Nono e Armando Gentilucci. Questi artisti, pur provenendo da contesti diversi e avendo linguaggi distinti, sono accomunati da un’urgenza espressiva che travalica la pura estetica per farsi strumento di lotta, denuncia e trasformazione. Hanno interrogato la realtà, hanno decostruito i linguaggi dell’arte poetica e musicale e hanno dato voce a chi non ne aveva. La musica per questi autori è un mezzo per raccontare le contraddizioni della società e stimolare una coscienza critica nel pubblico. rifiutando l’idea di un’arte fine a sé stessa e vedono nella musica e nella parola un mezzo per smuovere le coscienze, denunciare le ingiustizie e dare voce agli oppressi. Essi sovvertono le regole della loro arte; ad esempio rompono gli schemi della canzone tradizionale, spesso adottando un canto quasi parlato e/o destrutturando il ritmo e privilegiando un tono narrativo e introspettivo e/o inserendo all’interno della composizione elementi provenienti da altri mondi musicali (struttura dodecafonica del brano cantato, ad esempio negli ultimi Stormy Six); altri abbandonano il loro passato recente e si addentrano in mondi nuovi per loro, usando, ad esempio, tecniche seriali, elettroniche e spazializzazione del suono per creare un’esperienza d’ascolto innovativa e disorientante. Rumore Rosa Fest: dal suono al suono non è solo un omaggio a questi autori, ma un invito alla ricerca e alla sperimentazione, per ricordare che la musica può ancora essere rivolta, riflessione e libertà.
Il festival si articolo attraverso spazi tematici, che definiamo stanze e che servono a raccordare ed a unire percorsi creativi ben differenziati. Le stanze o spazi tematici sono indicati con dei nomi, che evocano titoli, frasi o versi di lavori degli autori guida e vogliono e devono essere l’humus a cui attingere per la costruzione del brano presentato. Le stanze sono: a) Disoccupate le strade dai sogni, b) Scum, c) Dal suono al suono.
Prima Stanza. Disoccupate le strade dai sogni. Tempo disponibile 20 minuti. Interpretazione di uno o più brani di uno dei cinque autori guida. Il nome di questa stanza lo si deve ricercare nel titolo di un album del 1977 di Claudio Lolli e in una locuzione presente nel brano Incubo numero zero, dell’omonimo album che vi invitiamo ad ascoltare per meglio comprendere il mondo poetico sonoro dell’autore. È uno spazio di riscoperta e re-immaginazione che avverrà attraverso l’esecuzione o la rivisitazione di lavori. Di uno dei cinque autori. Non si tratterà, quindi, solo di eseguire la loro musica, ma di interrogarla, reinventarla e rimetterla in dialogo con il presente. I partecipanti potranno scegliere un componimento dal repertorio di uno dei cinque e riproporlo fedelmente, oppure reinterpretarlo in chiave personale o stravolgerlo completamente, trovando nuove connessioni tra suono parole o altre espressioni artistiche e realtà contemporanea. L’obiettivo non è solo quello di rendere omaggio ai maestri, ma di far rivivere il loro spirito di ricerca e provocazione, dimostrando che la loro musica non appartiene al passato, ma può ancora scuotere, interrogare e ispirare. “Disoccupate le strade dei sogni” è, dunque, un invito a liberare il suono dalla staticità temporale e a farlo diventare movimento, azione e trasformazione.
Seconda Stanza. Scum. Tempo disponibile 20 minuti. Opere prime o inedite. Scum è il titolo di un brano dell’album Maledetti (maudits) del 1976 degli Area che a sua volta evoca il manifesto politico, scritto nel 1967, da Valerie Solanas: un testo incendiario che invocava la sovversione totale dal patriarcato e dalle strutture oppressive della società. Il titolo della stanza non è solo una citazione, ma un richiamo all’urgenza di immaginare e creare nuove forme di espressione, di ribellione e di liberazione. Scum deve divenire un laboratorio di insurrezione sonora e, quindi, essere non solo uno spazio di esibizione, un’occasione per farsi conoscere, notare, ma una vera e propria officina di creazione e dissenso. Qui la musica dovrà farsi linguaggio di protesta, di esplorazione e di possibilità. I partecipanti saranno liberi di osare, di sperimentare nuove forme e di sovvertire i codici, proprio come Solanas ha fatto con il linguaggio del suo manifesto e anche gli autori guida nelle loro opere. In questo spazio, chi partecipa al festival sarà chiamato a presentare una o più opere prime o inedite.
Stanza terza. Dal Suono al Suono. Tempo disponibile 14 minuti. Audiovisivi. Materia sonora, immagine e spazio: la musica come esperienza totale. Il terzo spazio del festival prende il nome da una sonata per solo pianoforte di Armando Gentilucci, compositore e teorico del linguaggio musicale che si è confrontato con la natura delle sue categorie espressive e stilistiche e con il suo rapporto con la società. Questo spazio non è una semplice celebrazione del suono, e di un autore o di uno specifico brano, ma un luogo di trasformazione e di interrogazione, in cui la musica si espande oltre la dimensione uditiva per diventare esperienza visiva. Dal suono al suono, quindi, è un invito a pensare la musica oltre i generi e le categorie, un’occasione per ibridare linguaggi, contaminare discipline e mettere in relazione il suono con il visivo, il gesto e lo spazio. Attraverso audiovisivi, questo spazio vuole essere una cassa di risonanza per le tensioni e le contraddizioni dell’epoca che stiamo vivendo. Vorremmo che questa stanza divenisse un luogo in cui la musica non solo si ascolta, ma si attraversa, si vede, e si senta sulla pelle. I partecipanti dovranno presentare: a) Audiovisivi che si ispirano alla poetica e al linguaggio sia della sonata di Gentilucci, reinterpretandone i principi e le suggestioni musicale che ad altri brani di maestri guida; b) Opere originali cioè audiovisivi che affrontino, attraverso il suono, l’immagine, il movimento ed altro materiale, le contraddizioni sociali e politiche del nostro tempo.
Dove e quando?
Il Festival si svolge nei giorni del 10,11 e 12 Ottobre 2025 presso il Chiostro della Ghiara, Via Guasco 17 – 42124 Reggio nell’Emilia (RE). Due giorni prima dell’avvio del festival si procederà al sorteggio della sequenza delle stanze nel corso delle tre giornate e del numero di partecipante per singola stanza. Ad esempio, giorno 10 dalle ore 19:30 Si presenteranno per primi i concorrenti della prima stanza a cui seguiranno quelli della terza stanza e infine quelli della seconda stanza. Quindi. per ogni giorno di evento avremo la presenta degli artisti iscritti alle tre le stanze. Variazioni a quanto preventivato potranno essere potranno essere registrate a seguito delle iscrizioni nelle diverse stanze tematiche di iscritti complessivi e per singola stanza. Che influenzeranno la composizione artistica delle tre serate.
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